Terapia online o in presenza? Quale è più efficace?

“La terapia online non sarà mai come quella in presenza.”
“Non si crea davvero un legame se non ci si guarda negli occhi dal vivo.”
“Non potrei mai raccontare certe cose attraverso uno schermo.”

Queste sono affermazioni che si sentono spesso. Comprensibili. Legittime. Ma anche influenzate da una visione ormai superata di cosa significhi fare terapia.
Perché la qualità di un percorso psicologico non dipende dalla distanza fisica, ma dalla qualità della relazione che si costruisce.

Cosa cura davvero, in terapia?

Non è il luogo. Non è il divano. Non è nemmeno il fatto che il terapeuta ti sia fisicamente davanti.
Ciò che cura, in terapia, è lo spazio che si apre tra due persone.
È la fiducia. È la possibilità di sentirsi visti, ascoltati, accolti senza giudizio.
È la sensazione che lì, in quel momento, puoi essere davvero te stesso.

E quello spazio può esistere anche attraverso uno schermo.

La presenza non è solo fisica

Essere presenti non significa solo occupare lo stesso ambiente.
Quante volte ti è capitato di stare accanto a qualcuno e sentirti comunque solo?
La vera presenza è mentale, emotiva, relazionale.
È quando ti senti davvero raggiunto dallo sguardo dell’altro, anche se attraverso una webcam.
È quando ti accorgi che le parole trovano spazio, che le emozioni possono fluire anche a distanza.

La terapia online può essere altrettanto intensa, profonda e trasformativa di quella in presenza. E per molte persone, può persino essere più accessibile, più regolare, più protetta.

Quando la distanza diventa possibilità

La possibilità di fare terapia online ha permesso a moltissime persone di iniziare un percorso che altrimenti non sarebbe stato possibile: per chi vive in città diverse, per chi ha orari rigidi, per chi ha difficoltà a spostarsi.
Rimuovere la barriera fisica non significa sacrificare l’efficacia.
Significa offrire nuovi modi per incontrarsi.
E incontrarsi davvero è possibile, anche se c’è uno schermo di mezzo.

Certo, ogni persona è diversa. Ci sono momenti o fasi della vita in cui la vicinanza fisica può essere preferibile. Ma non è una regola assoluta.
Il fattore che incide davvero sulla qualità della terapia non è la modalità, ma la relazione terapeutica.

Superare i pregiudizi per ascoltare il proprio bisogno

Il rischio, a volte, è che l’idea che “solo la terapia in presenza funzioni” diventi un ostacolo a prendersi cura di sé.
Aspettiamo tempi migliori. Aspettiamo di avere la possibilità di andare fisicamente in studio. Ma nel frattempo restiamo fermi.
E il disagio cresce.

È importante fermarsi e chiedersi:
Se potessi iniziare a parlarmi oggi, se potessi essere ascoltato senza dover aspettare, perché non farlo?
Lo spazio della cura non è vincolato da pareti. È uno spazio che si crea. Che si nutre di ascolto, di empatia, di relazione.
E quello spazio può accadere anche nel virtuale.

Uno spazio che esiste ovunque ci sia relazione

La psicoterapia online non è un surrogato. È una modalità diversa, ma non inferiore.
Può accogliere le tue emozioni con la stessa intensità.
Può accompagnarti nei momenti difficili con la stessa efficacia.
Può darti strumenti, prospettive, sostegno, con la stessa cura.

Conta meno dove ti trovi. Conta come ti senti.
E se davanti allo schermo trovi un terapeuta che ti guarda davvero, che ti ascolta senza filtri, che ti accompagna con rispetto… allora hai già trovato lo spazio giusto per iniziare.


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