Tag: relazione terapeutica

  • La terapia come incontro reale: la lezione di Owen Renik

    C’è un’idea di psicoterapia, ancora molto diffusa, che la riduce a un metodo astratto, a una serie di tecniche da applicare, a una postura da mantenere. Un’idea in cui il terapeuta è distante, neutro, osservatore, mentre il paziente è oggetto di analisi, un materiale da interpretare, un enigma da decifrare. In Psicoanalisi pratica per terapeuti e…

  • La Psicoterapia crea dipendenza?

    “E se poi non riesco più a smettere?”“E se divento dipendente dal terapeuta?” Sono domande che affiorano spesso, non dette, tra chi sta per iniziare un percorso terapeutico. Dietro queste paure si nasconde una visione della psicoterapia come qualcosa che può togliere autonomia, spegnere la forza personale, creare legami di dipendenza da cui diventa difficile…

  • Quando ripetere è un modo per guarire

    “Ripeto sempre le stesse cose… il mio terapeuta si annoierà.”È un pensiero che affiora spesso nella mente di chi intraprende un percorso psicologico, come se la ripetizione fosse qualcosa di sbagliato, un segnale di stagnazione, un ostacolo al cambiamento. In realtà, accade esattamente il contrario: ciò che si ripete ha bisogno di essere ascoltato più a…

  • Non puoi guarire nel luogo che ti ha ferito

    Ci sono luoghi, persone, situazioni che ci segnano profondamente. A volte sono relazioni che ci hanno fatto sentire invisibili, ambienti in cui non ci siamo mai sentiti abbastanza, dinamiche familiari o lavorative che hanno logorato lentamente la nostra autostima. Eppure, spesso restiamo proprio lì. Sperando che qualcosa cambi. Che l’altro si accorga del male fatto.…

  • La terapia non cambia chi sei, ti aiuta a incontrarti davvero

    C’è una paura che molte persone esprimono prima di iniziare un percorso psicologico: quella di cambiare troppo. Di perdere pezzi di sé, di diventare qualcun altro, di trasformarsi in una persona che non riconoscono più.È una paura comprensibile, soprattutto se si è vissuto a lungo proteggendosi dietro abitudini, comportamenti, ruoli costruiti per sopravvivere. Ma è…

  • Terapia online o in presenza? Quale è più efficace?

    “La terapia online non sarà mai come quella in presenza.”“Non si crea davvero un legame se non ci si guarda negli occhi dal vivo.”“Non potrei mai raccontare certe cose attraverso uno schermo.” Queste sono affermazioni che si sentono spesso. Comprensibili. Legittime. Ma anche influenzate da una visione ormai superata di cosa significhi fare terapia.Perché la qualità di…

  • Quello che la terapia non fa (e quello che invece può fare)

    Molte persone iniziano un percorso psicoterapeutico con grandi speranze, ma anche con aspettative distorte.Si aspettano risposte immediate. Soluzioni chiare. Cambiamenti rapidi. Si aspettano, in fondo, di essere aggiustati. Ma la terapia non è un luogo in cui vieni riparato. È un luogo in cui ti scopri. Ti conosci. Ti accogli. E questo può fare tutta la differenza.…

  • È meglio un terapeuta del tuo stesso sesso?

    Quando decidi di iniziare un percorso di psicoterapia, una delle prime domande che potresti porti è: “Meglio un terapeuta uomo o donna?”È una domanda legittima. Naturale. Intima. Ma spesso nasce da una paura più profonda: riuscirò davvero ad aprirmi con questa persona? Mi sentirò accolto, compreso, al sicuro? La verità è che non esiste una risposta giusta…

  • Un nuovo inizio dopo la fine di una relazione

    Quando una relazione finisce, non perdiamo solo l’altro. Spesso perdiamo anche una parte di noi.Quella che si definiva attraverso la coppia, le abitudini condivise, i progetti a due.Ti guardi allo specchio e ti chiedi: Chi sono ora, senza di lui?E nel silenzio che segue, senti un vuoto difficile da nominare. Quel vuoto fa paura. Ma può…

  • Il mito del terapeuta neutrale: quando la relazione cura

    “Un terapeuta deve essere neutrale.”“Non deve provare emozioni.”“Deve rimanere distaccato.” Queste sono alcune delle idee più diffuse e più lontane dalla realtà della psicoterapia. L’immagine del terapeuta come figura fredda, impassibile, che ascolta senza mai lasciar trasparire nulla è ancora molto radicata, alimentata forse da rappresentazioni cinematografiche, ma anche da un certo linguaggio “clinico” che in passato…